Nel contesto storico in cui viviamo, la forte crisi economica e finanziaria manifesta i suoi effetti sulla vulnerabilità sia delle imprese che dei nuclei familiari, evidenziando sempre più la difficoltà di onorare i propri debiti, la difficoltà di accesso al credito, la ricerca forsennata di finanza avulsa ogni strategia e logica che spesso porta al sovraindebitamento.

Oggi, infatti, il fenomeno del cittadino o imprenditore sovraindebitato appare maggiormente evidente rispetto al passato.
Il motivo principale di questa condizione è legato, per le famiglie, soprattutto alle nuove  abitudini di consumo della società e del mancato adeguamento di salari al crescere del costo della vita, mentre per le imprese, al fatto che manca una strategia di impresa o una pianificazione o programmazione finanziaria..

Tale disallineamento, associata ad una scarsa gestione finanziaria, genera in chi vive difficoltà economiche ansia e preoccupazione che induce a fare ricorso a prestiti, finanziamenti di qualunque natura e modalità, e allo stesso tempo ad omettere i pagamenti delle rate del mutuo, delle bollette per utenze, o le tasse, il tutto, portando ad un’ ulteriore aggravio dell’esposizione debitoria.
E’ in questo scenario di instabilità che le società di recupero crediti si posizionano come entità in grado di aiutare i creditori ad ottenere quanto gli spetta e che operano tipicamente mettendo in atto forti pressioni verso chi è indebitato.

Con questo articolo analizziamo il problema da punto di vista del debitore.

Cosa sono le società di recupero crediti?

Secondo l’attuale Ordinamento, le società di recupero crediti, sono le uniche autorizzate – attraverso apposita autorizzazione ad esercitare l’attività di recupero stragiudiziale per conto terzi e sono quindi specializzate nella riscossione di crediti  insoluti o in “sofferenza”.

Il loro lavoro consiste nello svolgimento di tutte le azioni volte a recuperare una somma di denaro che un debitore deve ad un creditore intervenendo prima che il creditore decida di rivolgersi all’Autorità Giudiziaria, tramite solleciti telefonici, email e lettere.

La riscossione dei crediti può essere di tipo stragiudiziale (in cui si evita il ricorso ad un giudice) oppure giudiziale (in cui si affida la decisione al tribunale) qualora sia precedentemente fallito il recupero stragiudiziale.

Quali sono i limiti delle società di recupero crediti?

Le società di recupero crediti operano come intermediari tra creditore e debitore al fine di evitare i costi del contenzioso legati ad un’azione giudiziaria.

Queste società tuttavia, spesso, non hanno al proprio interno dei legali, ma dei semplici collaboratori, spesso con pochissime competenze, il cui compito principale è quello principalmente di mettere pressione ed impaurire il debitore. da evidenziare che queste società non hanno alcun titolo per definire e concordare con il debitore alcun accordo. Infatti ogni proposta deve comunque ed in ogni caso essere approvata dal creditore. Inoltre la mancanza della figura professionale del legale genera un sostanziale impedimento alle società di recupero crediti di esigere un pagamento diretto dal debitore attraverso vere e proprie diffide di pagamento o atti preliminari alle vere azioni giudiziali (decreti ingiuntivi, atto di precetto, pignoramenti). 

Cosa non è autorizzata a fare una società di recupero crediti?

Sull’azione del recupero crediti si sono espresse molte corti, e non sempre il giudizio è risultato essere “uguale”. A fare ordine è intervenuto il Garante per la Privacy che ha redatto una vera e propria guida contenente i principi e i vincoli ai quali chi svolge il recupero crediti deve uniformarsi, al fine di non ledere quelli che sono i diritti del debitore. 

Il punto più importante è rappresentato dal rispetto della dignità personale del soggetto insolvente. Chi si occupa di recupero crediti deve farlo evitando di mettere in atto qualsiasi atteggiamento che possa ledere la riservatezza del debitore.

Cosa succede se non si paga una società recupero crediti? E, come si comporta il creditore?

In questi casi è molto importante comprendere cosa risulta pignorabile.

La società di recupero crediti, infatti, per prima cosa tenterà di recuperare il dovuto tramite attività stragiudiziali, come telefonate, lettere avvisando il debitore di regolarizzare la propria posizione al più presto ed invitandolo ad adempiere al pagamento.
Se dopo aver ricevuto le notifiche, il debitore è in grado di pagare quanto concordato, allora dovrà “semplicemente” pagare gli interessi moratori (dovuti naturalmente al ritardo) ma senza correre alcun rischio.

Nel caso in cui invece il debitore non dovesse riprendere il pagamento della rata pattuita, la società di recupero crediti declinerà l’incarico dal creditore il quale potrà decidere di rivolgersi ad un altra società di recupero crediti oppure agire giudizialmente per farsi rilasciare dalle autorità giudiziarie un decreto ingiuntivo, attraverso il deposito di copia del contratto e di tutti i titoli che dimostrano l’esistenza del credito. 

Il giudice analizza la documentazione, ed emette il decreto con cui ordina al debitore di pagare entro massimo 40 giorni dalla notifica del decreto stesso che viene notificato al debitore che ha la possibilità di presentare una opposizione al decreto ingiuntivo entro 40 giorni dal ricevimento. Se il Debitore non fa opposizione, agendo con i propri legali, al 41° giorno, il decreto ingiuntivo diventa esecutivo e conseguentemente il creditore potrà agire per pignorare i beni del debitore. In tutto questo contemporaneamente  il Debitore resterà segnalato sia alla Centrale Rischi della Banca d’Italia o ai cosiddetti SIC (Sistemi d’informazioni creditizie) che avrà come effetto quello di sostanzialmente impedire ogni accesso al credito. 

Come difendersi quando si viene contattati da una società di recupero crediti.

E’ bene sapere che alcune società di recupero crediti si comportano scorrettamente, non rispettando le normative ed i diritti dei debitori,con l’obiettivo di spaventare chi si trova in difficoltà, per far sì che venga corrisposto quanto pattuito.

Per questo motivo è di fondamentale importanza sapere/conoscere come comportarsi a fronte di minacce e strategie aggressive al fine di gestire al meglio la situazione.

È molto importante fare attenzione a tutte quelle affermazioni non veritiere utilizzate per indurre i consumatori a pagare. Ad esempio non è vero che il mancato pagamento di un debito può comportare il carcere, la dichiarazione di fallimento, o in questa fase stragiudiziale il pignoramento dei beni e/o dello stipendio. 

Quando si viene contattati da agenzie simili, la soluzione migliore è richiedere  assistenza a consulenti esperti nella gestione delle società di recupero crediti, come Sos Debitori, in grado di contrattare con la società di riscossione del credito per arrivare ad una soluzione di rientro percorribile e sostenibile per il cliente. 

Se anche tu stai affrontando un caso di recupero crediti o non riesci ad accedere al credito perchè segnalato in Crif O in Centrale Rischi e,  cerchi consulenti esperti che possano aiutarti a gestire le pressioni delle società di recupero crediti chiamaci al numero verde 800456005, scrivici su Whatsapp, o contattaci alla mail info@debitorisos.it

SOS Debitori è il team di professionisti che ti aiuterà a recuperare la serenità persa per motivi bancari o finanziari.